Consulenza strategica

Il fenomeno sportivo, nella sua dimensione globale, è diventato a tutti gli effetti uno dei più importanti tools in un’Europa attuale attraversata da una difficoltà macroeconomica davvero rilevante in tutti i settori.

Se nel passato lo sport era materia di certo non tradizionale in ambito comunitario, con gli anni è diventata sempre più attuale in un contesto votato all’attività fisica per il benessere e alla implementazione di best practices per costruire una duplice carriera agli atleti come da linee guida dettate dalla Commissione Europea.

Ma il salto quantico si è avuto di recente attraverso l’introduzione dello sport come materia dell’Unione Europea e il nuovo art. 165 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea che ha codificato il principio di specificità: lo sport può essere materia che si ritaglia un’isola di autonomia in cui neppure le regole UE possono interferire con il suo funzionamento.

Il passaggio alle politiche dell’Unione è stato breve.

In primo luogo, il ruolo sociale fondamentale strumento in cui si racchiude magicamente tutta la forza dello sport come fattore di integrazione e acceleratore di emozioni. Il cosiddetto dialogo interculturale racchiude in sé, con una vis espansiva formidabile, ogni dialogo tra diverse civiltà rendendo tutti pari e uguali di fronte a un pallone o a una competizione di qualsivoglia natura e genere.

L’impatto economico è altresì un fenomeno non secondario che si nutre di diritti media e di commercializzazione degli eventi sportivi di maggiore attrazione. Ma non può essere trascurata la capacità del settore di creare posti di lavoro e chances davvero insperate, che finiscono per generare un impatto positivo di medio e lungo termine.

E poi vi è quella che viene chiamata integrity.

Questa parola magica nasconde al suo interno molteplici sfaccettature e comporta uno sforzo della collettività, non solo nel senso pubblico del termine ma anche sotto il profilo associazionistico, di promuovere e formare le nuove leve affinché il passatempo più bello del mondo non venga distrutto da attori che nulla hanno a che vedere con il mondo dello sport.

E quando parliamo di minacce non ci riferiamo solo al devastante fenomeno del doping ma soprattutto, oggi più che mai, ai fenomeni corruttivi che hanno nel match fixing e nelle pratiche di good governance (le tragiche esperienze della FIFA e della IAAF sono sotto gli occhi di tutti) le punte di un iceberg di cui, purtroppo, non si conoscono le dimensioni reali.

E come dimenticare la protezione dei giovani atleti, spesso oggetto di vere e proprie tratte quando si parla di loro trasferimenti, in ispecie di natura internazionale?

In questo contesto dinamico ma allo stesso tempo dai contorni indefiniti la Commissione Europea ha deciso nel 2014 di inserire lo sport all’interno del programma Erasmus + (per il 2016 consentirà di finanziare oltre 120 progetti in ambito europeo per un budget allocato di 32,6 milioni di Euro) dotandolo di fondi autonomi e finanziando così progetti sotto l’egida delle c.d. collaborative partnerships (dal 2016 anche in versione small) e dei not for profit sport events.

Inoltre grande importanza è stata data alla Settimana Europea dello Sport (la cui prima edizione si è celebrata nel 2015), vero volano per promuovere l’attività sportiva per tutti, a prescindere da età e genere.

Lo studio, attraverso il coordinamento e lo studio di fattibilità dei progetti da parte dell’avvocato Jacopo Tognon, assiste nella fase di preparazione e successiva progettazione associazioni e enti pubblici interessati al programma al fine di presentare candidature in Erasmus + sport.

Tramite professionisti di settore ed il supporto di uno staff specializzato è possibile seguire l’iter in tutte le sue fasi ivi compresa, in caso di successo nel bando, la rendicontazione tramite risorse dedicate.

 

Jacopo Tognon è Avvocato e si occupa di Giustizia Sportiva in qualità di Arbitro della Court of Arbitration for sport di Losanna (di cui ha fatto parte della Ad Hoc Division del CAS istituita per i mondiali di calcio 2014 in Brasile) e, su base nazionale, come Presidente della Corte Federale sez.II della Federciclismo, del Tribunale Federale della Federazione Palla Tamburello e dei Collegi Arbitrali presso la Lega Serie B di calcio deputati alla risoluzione delle controversie lavoristiche ai sensi della legge n. 91/1981. Dal 2014 è esperto della EACEA (agenzia esecutiva della Commissione Europea che si occupa di fondi comunitari) nel quadro del programma Erasmus + Sport e consulente dell’Unità progetti speciali del CONI. È direttore di sessione per UEFA nell’ambito del programma educazionale Football Law programme. È docente nell’Università di Padova del Corso Diritto e Politica Europea dello Sport. Nel suo percorso accademico ha vinto quattro finanziamenti nel quadro del programma Jean Monnet, tre relativi al teaching e uno riferito all’information and research activities. È direttore della Rivista Giustiziasportiva.it e autore di oltre 20 tra saggi e monografie, con particolare riferimento del diritto europeo dello sport.